Visita guidata all’Archivio di Stato di Taranto

 

R e l a z i o n e

 

 

Nella mattinata di sabato 19 Dicembre 2009, la classe IA classico del liceo Archita di Taranto si è recata sotto la guida delle professoresse Stella Rostro e Rosaria Armentani presso l'archivio di Stato cittadino per osservare i "Privilegi" emanati durante il Principato di Taranto e per visionare in linee generali le fonti storiche locali risalenti a quel periodo. Giunti nella sala conferenze del plesso, abbiamo incontrato la dottoressa Chirico che ci ha fornito delucidazioni innanzitutto sul significato istituzionale di un archivio definendolo un organo del Ministero per i beni e le attività culturali e sugli obiettivi di un archivio che consistono nella tutela e nell'esposizione di documenti e fonti storiche legate al luogo. L'archivio di Taranto, nato nel 1946 dopo la restituzione di alcune pergamene da parte della città di Lecce, contiene numerose fonti, tra le quali, la più antica risale al 1221 (V. foto sotto) . Questo documento è un atto notarile consistente nella permuta di un appezzamento di terreno e un'asina, ma ciò che colpisce particolarmente è la scrittura ancora in greco antico. La transizione linguistica al latino si può ritrovare in un documento del 1231, in cui degli antichi retaggi greci è rimasta solo la firma del notaio. Per lo più il nostro archivio ospita una numerosa serie di atti notarili con una produzione andante dal 1500 al 1908/09. La dottoressa Chirico ci spiega dunque che un atto notarile è considerato reperto dopo cento anni dalla sua emanazione. Oltre alla lunga serie di atti possiamo trovare anche diplomi di laurea come ad esempio quello mostratoci dalla dottoressa in "Aromatario", nell’arte degli speziali, branca  ritenuta, all'epoca, molto vicina alla medicina. In seguito a questa divagazione abbiamo ricominciato a trattare l'argomento dei privilegi e con sommo dispiacere siamo venuti a conoscenza del fatto che quasi tutti i privilegi emanati dalla cancelleria Angioina, da cui dipendeva il principato di Taranto, erano andati perduti nell'incendio di Nola durante la seconda guerra mondiale. Questi documenti erano inizialmente conservati presso l'Archivio di Napoli ma, considerando la città campana più esposta ai bombardamenti per la sua importanza navale e militare, i privilegi vennero spostati in una villa di campagna presso Nola che venne incendiata dai Tedeschi durante la fuga dalla penisola. Tutto ciò che ci rimane sono 84 pergamene di cui 26 sono inserite nel "Codice Architiano", documento presente nella biblioteca della nostra scuola. I documenti che, però, ci hanno interessato di più sono quelli emanati da Filippo principe di Taranto e da sua moglie Caterina, imperatrice di Costantinopoli. Al primo si attribuiscono due diplomi, uno risalente al 1326  ( v. foto in alto ) e l'altro al marzo del 1330 , mentre all'imperatrice Caterina appartiene un documento del 1334 che prevedeva la costruzione dell'acquedotto di Taranto e stabiliva il termine per la realizzazione dell'opera per il giorno di Natale dello stesso anno.